Quando siamo piccoli e andiamo alle scuole elementari, le maestre ci dicono sempre di comprare la penna rossa, la penna blu (quella nera è da grandi), il righello, la matita, la gomma da cancellare, il temperamatite, guai al bianchetto e alle paper-mate replay, i colori e un sacco di altra roba che, una volta cresciuti, verrà  messa nel dimenticatoio e mai più usata, a meno che non avete fatto come me che continuo ad essere la cartoleria della situazione. (altro…)

1994, autunno inoltrato circa

Era una notte buia e tempestosa. Il vento imperversava per le vie di Napoli, spazzando via tutto ciòche capitasse a tiro, lasciando dietro di sé un gelido pulito, inumidito dalla forte pioggia. Tempo da cani, luci isolate si affacciavano timide dalle finestre delle case, non si vedeva anima viva in giro: troppo freddo, troppo buio. Ed in quella notte accadde.

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Attenzione: questo articolo è denso di romanticismo alternativo. Per chi sa coglierlo, raccomando una seduta dal dentista per carie eventuali dopo la lettura.

La maggior parte delle volte i computer portatili, per connettersi a internet, utilizzano la connessione wi-fi (magari espropriata al server in uso dal nostro vicino di casa che non si accorge che stiamo rubando la sua linea telefonica), la tanto amata connessione senza fili che ci permette di usare il web anche nei posti più impensabili, tipo la vetta dell’everest, il fondo del mare eo simili… Mmm, perònon so fino a che punto il mio portatile possa scendere in acqua senza andare in cortocircuito… Va beh, non divaghiamo.

 Pare che un problema tipico degli uomini sia quello di perdersi i calzini nel cassetto della biancheria. Per fortuna, grazie alla legge dell’infedeltà  del calzino di Nonno Stregone (Stefano Benni, Pane e Tempesta) sappiamo perché. Ma il cassetto della biancheria non è l’unico posto dove si assiste alla sparizione dei calzini. C’è anche la lavatrice.

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